venerdì 10 luglio 2009

Cuntra su G8 : traballu,prus dirittus e prus seguresa




(IlMinuto) - Casteddu, 9 de su mes''e argiolas - Un'attenzioni prus manna a sa tutela de is traballantis in tema de dirittus e seguresa. Est custa sa necessidadi de totus, bessia ariseu a Tàtari in sa pineta de Baddi Manna de is atobius a tema de su Cuntrasug8, po s'ultima diri de su controvertice.Luca Climanti (Rdb Cub) at fattu presenti sa proposta de "organizzai in attòngiu unu convegnu po chistionai de su traballu in Sardigna, aprontau de is traballantis sadrus, de dognia appartenenzia politica e sindacali.In su dibattidu s'est chistionau puru de repressioni e razzismu. Po custu motivu est stetia fatta sa proposta po s'elezioni de unu rappresentanti 'non comunitario' in su Consillu comunali de Tàtari."In custas duas diris - at nau Antonello Tiddia, Rsu carbosulcis - apu biu meda cumpangius chi tenint passioni morali, ispiritu de sacrificiu e idealis. Si depeus moviri de innoi".

sabato 4 luglio 2009

Siamo tutti clandestini.




Il governo Berlusconi è riuscito a portare a legge il cosiddetto “pacchetto sicurezza”,che rappresenta una forma discriminatoria legalizzata.Questo pacchetto prevede:
- il reato di clandestinità per lo straniero che fa ingresso violando la legge;
- ronde senza armi,sindaci sceriffi,registro dei clochard e altre misure razziste.
Il razzismo come ben sappiamo ha radici antiche e intrinseche.Le conseguenze dell’odio razziale fomentato negli ultimi anni sia dal centro-destra che dal centro-sinistra sono sotto gli occhi di tutti.Sono anni che viene avanti,incontrastata,anzi fomentata anche da una parte della sinistra,una cultura di destra,razzista,omofoba,maschilista e xenofoba.Oramai con aggressioni e intolleranza verso gli immigrati,l’Italia sembra avviarsi a gran passi verso un traguardo di ordinario razzismo.Profughi respinti,clandestini braccati come animali,caccia al nero.Aumentano le violenze contro gli immigrati,si tratta di violenze compiute in diverse forme,aggressioni,pestaggi,ferimenti,attentati.Diverse le cause scatenanti:perché gli aggrediti non parlano italiano o perché sono in compagnia di ragazze locali. Una ripartizione assai significativa è quella tra atti di violenza improvvisati,e atti di violenza programmati che richiedono una qualche forma di organizzazione.E’ il caso dei raid incendiari contro casali abitati da romeni,degli assalti contro i campi nomadi,dell’incendio di baracche e di macchine usate come alloggi,in varie città.
Credo che contro il “pacchetto sicurezza” occorra una forte mobilitazione da parte di tutta la sinistra antagonista,comunista e anticapitalista.Sono d’accordo per operare la disobbedienza civile e combattere con forza il razzismo.
Nello stesso tempo dobbiamo indagare i fondamenti economici e storici della xenofobia e contrastarla nei comportamenti e nella vita quotidiana.
Credo che il razzismo sia uno dei punti su cui ricompattare la sinistra antagonista.
Gli altri due punti sono:
- crisi economica e sociale (salari,licenziamenti,omicidi sul lavoro ecc ecc)
- fare una politica in tutto e per tutto alternativa al P.D.
Oggi mi sento di dire che siamo tutti clandestini.

Antonello Tiddia
RSU Carbosulcis – Rete 28 Aprile CGIL

giovedì 2 luglio 2009

Per la ricostruzione di un Sindacato di classe





Si fa un gran discutere se è meglio stare in CGIL o se è meglio uscire e cercare di costruire,subito o comunque in tempi brevi,un altro sindacato.E’ un tipo di discussione che al momento non mi interessa e che in parte rischia di nascondere un problema,a mio avviso,più importante e cioè come stare in CGIL (io ho scelto di stare con la Rete 28 aprile ).E’ un problema,quello di come stare in Cgil,drammaticamente urgente visti i tempi del congresso.Non basta infatti definire una piattaforma alternativa a quella della segreteria,occorre dire come condurre la battaglia sindacale,perché non si riduca di nuovo al come garantire i posti ad una burocrazia un po’ più sinistra.Questo è il primo passo,capire,cioè,quali compagne e compagni selezionare per i congressi e per la presenza negli organismi,se puntare di più su quadri di fabbrica o sull’apparato e poi se puntare sulle compagne e compagni conquistati all’ultim’ora o su quelli che con più determinazione si sono battuti per costruire la posizione alternativa.Tutto ciò è il primo passo se vogliamo costruire nella CGIL una esperienza di opposizione radicale,conseguente non solo dal punto di vista delle posizioni politiche ma che si caratterizza anche nella pratica quotidiana.Ci si dovrà limitare a contarsi o puntare ad una pratica delle posizioni che si sostengono? Credo che si riuscirà a fare passi avanti nel praticare sul terreno un sindacalismo radicale e di classe,si riuscirà a dare un reale contributo al dibattito sulla ricostruzione di un sindacato di classe.Ma soprattutto si farà importanti passi avanti al processo reale della sua ricostruzione.Questo se vi è la reale volontà e il totale impegno delle compagne e dei compagni.
ANTONELLO TIDDIA
RSU CARBOSULCIS - RETE 28 Aprile CGIL

Per la ricostruzione di un Sindacato di classe




Si fa un gran discutere se è meglio stare in CGIL o se è meglio uscire e cercare di costruire,subito o comunque in tempi brevi,un altro sindacato.E’ un tipo di discussione che al momento non mi interessa e che in parte rischia di nascondere un problema,a mio avviso,più importante e cioè come stare in CGIL (io ho scelto di stare con la Rete 28 aprile ).E’ un problema,quello di come stare in Cgil,drammaticamente urgente visti i tempi del congresso.Non basta infatti definire una piattaforma alternativa a quella della segreteria,occorre dire come condurre la battaglia sindacale,perché non si riduca di nuovo al come garantire i posti ad una burocrazia un po’ più sinistra.Questo è il primo passo,capire,cioè,quali compagne e compagni selezionare per i congressi e per la presenza negli organismi,se puntare di più su quadri di fabbrica o sull’apparato e poi se puntare sulle compagne e compagni conquistati all’ultim’ora o su quelli che con più determinazione si sono battuti per costruire la posizione alternativa.Tutto ciò è il primo passo se vogliamo costruire nella CGIL una esperienza di opposizione radicale,conseguente non solo dal punto di vista delle posizioni politiche ma che si caratterizza anche nella pratica quotidiana.Ci si dovrà limitare a contarsi o puntare ad una pratica delle posizioni che si sostengono? Credo che si riuscirà a fare passi avanti nel praticare sul terreno un sindacalismo radicale e di classe,si riuscirà a dare un reale contributo al dibattito sulla ricostruzione di un sindacato di classe.Ma soprattutto si farà importanti passi avanti al processo reale della sua ricostruzione.Questo se vi è la reale volontà e il totale impegno delle compagne e dei compagni.

lunedì 29 giugno 2009

Cuntra su G8 6, 7 e 8 luglio a Sassari dibattito sll'energia no al nucleare


Autosufficienza energetica, No al nucleare
Se chiediamo ad un bambino la definizione di energia, nella maggior parte dei casi indicherà una lampadina. L’attenzione all’impatto delle attività di tutti giorni è minima: quanti si chiedono quando azionando l’interruttore della luce da dove viene l’energia che si consuma?La visione del sistema energetico come Sistema integrato non è nuova, in realtà questo è il modo in cui i capitalisti sfruttano le risorse del pianeta a fini esclusivamente speculativi, incuranti delle ricadute di queste politiche sulle popolazioni e l’ambiente.Compito di un vertice anticapitalistico e antiegemonico è quello di attingere alle competenze dei partecipanti per attivare un meccanismo di informazione capillare e formare una politica delle idee e della condivisione che porti ad una maggiore consapevolezza dell’impatto che le azioni giornaliere hanno sulla biosfera di cui facciamo parte.La trasformazione dell’Agricoltura delle produzioni alimentari in monocolture per produzione di “biocarburanti” ha estirpato in ampie zone del sud del mondo le culture comunitarie e di biodiversità alimentare per unificare tutto sotto un unico “padrone” sia del cibo che dell’energia.La produzione idroelettrica nelle Nazioni emergenti ha implicato spesso la deportazione di intere popolazioni per “fare posto” a bacini idroelettrici in zone fertili e alla modifica profonda dei microclimi circostanti, queste devastazioni hanno come beneficiarie aziende di produzione poste a migliaia di chilometri, spesso in altri stati (vedi l’esempio della diga di Inga in Congo).Nella storia dell’umanità la ricerca di fonti energetiche è stat una spina importante per lo sviluppo e per il miglioramento della qualità della vita. Dall’utilizzo del fuoco si è passati nel tempo sino al Nucleare con una filo conduttore preciso: l’aumento della dipendenza degli uomini non solo da chi fornisce le tecnologie per la produzione energetica , ma anche da chi fornisce la materia prima. Attualmente la produzione energetica è totalmente nelle mani di grosse multinazionali che controllano sia il mercato delle materie prime che dei mezzi per produrre energia. La comparsa di fonti energetiche di piccola potenza, ma di facile disponibilità, Eolico e Solare, ha portato ad una rivoluzione sostanziale, il consumatore ha la possibilità di emanciparsi, almeno, dal fornitore di materia prima. Questo cambiamento è assolutamente osteggiato dai Governi, e alla base di uno “sbugiardamento” della sostenibilità delle produzioni realmente ecocompatibili e una contemporanea attribuzione di “certificati verdi” a sistemi di produzione energetica che niente hanno di ecocompatibile e rinnovabile.Durante l’incontro nel Tavolo per l’Energia le tematiche di base che proporremo sono quelle di una descrizione analitica delle tecnologie di produzione energetica, della condivisione delle informazioni sull’impatto che certune “tecnologie verdi” hanno sull’ambiente, (una per tutte i “biocarburanti”) e sulle diverse politiche di incentivazione che nel Mondo sono attive.Qualunque contributo è necessario per la condivisione di una idea della produzione energetica che abbia come base di ragionamento politico la conoscenza approfondita dei temi, senza cadere in facili esemplificazioni sensazionalistiche.
Parteciperanno:Mauro Bulgarelli – ex SenatoreMassimo De Santi – Docente Fisica Univ. Pisa-Nicola Culeddu – Ricercatore CNR-Vincenzo Migaleddu – Medico, ISDE Italia

domenica 28 giugno 2009

Controvertice " Cuntra su G8 "


Controvertice “ Cuntra su G8”
6, 7 e 8 luglio a Sassari Forum sardo contro la crisi e contro il G8 con un assemblea preceduta da quattro tavoli di confronto:
1. Occupazione ed effetti distruttivi delle basi militari come strumento di dominio dei popoli.
2. Autosufficienza energetica, No al nucleare
3. Sovranità alimentare
4. Diritti di cittadinanza e repressione sociale
Si propone inoltre che l’assemblea plenaria dedichi una sezione speciale al tema del Diritto all’autodeterminazione dei popoli, “Questione delle Nazioni senza stato e dei popoli indigeni” Il presente documento viene portato a conoscenza di tutte le organizzazioni operanti in Sardegna e nel mondo.
Il giorno 6 è prevista l’accoglienza dei/delle partecipanti dalle ore 12:00.Sempre il 6 dalle 18:00 è prevista l’assemblea di apertura di “Cuntra su G8″. I lavori proseguiranno martedì 7 Luglio con le discussioni nei tavoli tematici che verranno riassunti, mercoledì 8, nell’assemblea di chiusura dell’incontro.

lunedì 22 giugno 2009

Cuntra su G8 6, 7 e 8 luglio a Sassari


La vostra crisi non la pagheremo noiforum sardo contro la crisi e l'illegittimo vertice del G8.Sono le manovre economiche ultra liberiste dei signori del G8, della banca mondiale e delle grandi multinazionali che hanno caratterizzato fortemente gli ultimi decenni di globalizzazione e privatizzazioni con le pretestuose e barbare guerre al terrorismo e le false esportazioni di democrazia create ad hoc per far sopravvivere un sistema malato ed un economia di carta. Impegnati solo a produrre profitto immediato e a privatizzare hanno ottenuto esclusivamente il passaggio di ricchezza dal lavoro degli uomini e delle donne al profitto delle banche e degli speculatori. Appare chiaro che, ancora una volta, le conseguenze della crisi le pagheranno i lavoratori; migliaia di precari non riconfermati , migliaia in cassa integrazione mentre molte fabbriche chiudono e la condizione sul lavoro si fa sempre peggiore, perché peggiori sono i contratti, le condizioni di lavoro e la sicurezza del futuro. La risposta dei signori è nella strenua difesa di un sistema indifendibile, e allora si varano decreti salva banche e si aumentano le spese militari mentre nel contempo si attuano tagli indiscriminati che colpiscono lo stato sociale e negano i diritti civili. Governi di ogni orientamento politico hanno predisposto galere per chi, pur non commettendo alcun reato, è colpevole di essere immigrato, fuggito da guerre e povertà frutto delle nostre ricche politiche di dominio. Questa crisi vogliono che venga pagata, come sempre, dalle classi meno ricche della società e da i territori già ampiamente sfruttati e martoriati dalla globalizzazione. Spazi di mondo dove il capitale mostra il suo vero volto senza alcuna mediazione e allora violenta la terra, uccide uomini e donne e li priva della possibilità di decidere del loro futuro garantendo solo guerra e povertà, o spazi dove sul filo della legalità e del bisogno di un' ennesima rinascita dall'ennesima crisi economica impone scelte di sviluppo sociale ed economico funzionale esclusivamente alla propria crescita. Decenni di occupazione militare di terra sarda con grave nocumento alla salute, scelte industriali fallimentari inquinanti e sempre meno rispettose della tutela del lavoro, progetti di costruzione di centrali nucleari o di nuovi carceri di massima sicurezza, politica della casa sperequata a vantaggio del saccheggio delle coste, trasformazione sociale ed economica di un intero territorio, come quello della Maddalena, studiato e diretto dai grandi imprenditori sulla spalle degli uomini e delle donne che lo abitano , diritti civili e sociali negati, agricoltori e pastori messi in ginocchio e ,ora, la Sardegna trasformata nella nuova roccaforte contro il nemico immigrato. Sappiamo perfettamente da che parte arriva il danno, il rischio e lo sfruttamento e neppure la Sardegna pagherà la vostra crisi questo premesso Le organizzazioni sarde del tavolo “ Cuntra su G8”Ritengono che il vertice G8 in Sardegna o ovunque venga celebrato, rappresenti l'ennesima provocazione imperialista, in quanto in antitesi ai principi di democrazia e progresso, con la negazione del diritto dei popoli ad “autodeterminare” il proprio futuro. Pretendono che non siano i popoli a pagare il costo della riorganizzazione che vorrebbe attuare il “sistema imperiale”, che prevede che siano le zone più povere e sfruttate del pianeta a subire le ripercussioni più gravi, con uno sfruttamento ancora più subdolo e selvaggio dei lavoratori, delle famiglie, dei giovani degli anziani. Chiedono che i popoli rispondano alla provocazione imperialista con la dichiarazione di autosufficienza, a partire dalla questione energetica e agroalimentare.Le organizzazioni sarde del Tavolo “ Cuntra su G8”Chiamano al confronto, all'unità e alla lotta, per costruire un grande fronte contro i licenziamenti e i tagli ai diritti sociali ed alle conquiste sindacali, affinché proclamino la mobilitazione contro il G8 per costruire un internazionalismo concreto e propositivo• le donne e gli uomini,• i lavoratori;• le forze democratiche, di sinistra e rivoluzionarie che si battono contro il capitalismo e l'imperialismo; • le organizzazioni sindacali dei lavoratori, i sindacati di classe delle nazioni senza stato, i partiti politici e le associazioni Le organizzazioni sarde del Tavolo “ Cuntra su G8”propongono per i giorni 7 e 8 luglio a Sassari un Forum sardo contro la crisi e contro il G8 con un assemblea preceduta da almeno quattro tavoli di confronto: 1. Occupazione ed effetti distruttivi delle basi militari come strumento di dominio dei popoli. 2. Autosufficienza energetica, No al nucleare 3. Sovranità alimentare 4. Discriminazione e diritti Si propone inoltre che l'assemblea plenaria dedichi una sezione speciale al tema del Diritto all'autodeterminazione dei popoli, “Questione delle Nazioni senza stato e dei popoli indigeni” Il presente documento viene portato a conoscenza di tutte le organizzazioni operanti in Sardegna e nel mondo.Le Organizzazioni aderenti al tavolo Cuntra su G8.